Cogliere le opportunità e crearne di nuove

19 aprile 2018
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L’opinione, di Andrea Gehri
Tratto dal Corriere del Ticino di sabato 14 aprile 2018

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Nell’opinione pubblica spesso si sente dire che l’economia ticinese va male o si trova in difficoltà. Ma, in un cantone dove troppo spesso fa notizia solo il pessimismo, emergono invece dati concreti positivi, confermati non solo da opinioni autorevoli, ma anche da istituti di ricerca nazionali.
È il caso dello studio presentato dalla Camera di commercio, dell’industria, dell’artigianato e dei servizi del Cantone Ticino alla fine di marzo, che essa stessa ha commissionato al BAK Economics, ente svizzero autonomo, prestigioso e indipendente.
Da anni, in contro tendenza rispetto a molti messaggi che appaiono sui media, vi è un’imprenditoria sana e dinamica che cresce e che si pone degli obiettivi a medio e lungo termine sia per far prosperare il territorio, come pure per creare ricchezza e benessere, oltre a posti di lavoro ed occupazione. Ed è quanto confermato dallo studio BAK Economics: l’economia ticinese è in crescita ed evolve positivamente.
In un settore come quello dove opero, ossia l’artigianato, è cosa nota la forte concorrenza interna ed estera, come note sono le difficoltà oggettive date da diversi momenti congiunturali che hanno, negli anni, causato incertezze a tutto il comparto artigianale.
Il messaggio che mi piacerebbe emergesse da questo breve scritto però vede un’ottica capovolta: non soffermarsi solo sulle difficoltà, ma per continuare a fare in modo che il nostro territorio possa produrre ricchezza e creare benessere generale per tutti, prendiamo spunto
da ciò che di buono esiste, da una crescita continua, dall’innovazione e dalla creatività che da sempre contraddistinguono l’artigiano, trovando idee, sinergie e cogliendo le possibilità che si forgiano.
Dai dati emersi dallo studio BAK Economics si evince come l’economia tutta abbia visto negli ultimi anni una crescita durevole e come nel cantone si stanno vieppiù creando specializzazioni in numerosi comparti. Con una spinta del genere, e viste le nuove dinamiche in atto nel mondo degli affari (se pensiamo ad esempio alla digitalizzazione), le possibilità sono infinite. Certo non si deve marciare sul posto, ma possedere quella sana dinamicità che contraddistingue le aziende ticinesi (e il modo di fare impresa svizzero, affidabile, preciso, creativo e innovativo) verso la propulsione all’innovazione.
Dal canto mio posso testimoniare come nella mia azienda (ma non solo) ci si orienti in modo sempre più performante verso la ricerca di soluzioni che coinvolgano nuovi materiali, tecnologie all’avanguardia, nuovi sistemi di lavorazione, sinergie con altri settori e vi sia
una forte specializzazione sul capitale umano, oggi più che mai imprescindibile nella spinta innovatrice. Combinando questi aspetti, cogliendo le sfide che il mercato ci pone quotidianamente, senza temerle, è possibile continuare a «costruire» quell’economia sana di cui ho parlato poc’anzi. Fondamentale però resta sempre la dinamicità e la voglia di innovare con la quale si affronta il mercato. Grazie allo studio del BAK Economics ho avuto la conferma che il tessuto economico possiede le giuste premesse per continuare ad evolvere ed innovare, anche nel settore dell’artigianato che, per definizione, si sviluppa generalmente su binari piuttosto conservativi.